Marina Dionisi scrittrice e studiosa del Paranormale

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Marina Dionisi

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Black Hole (buco nero) e altre dimensioni

Foto di Gabriel Pérez Díaz, SMM del IAC

I buchi neri sono l'evoluzione finale di stelle - inizialmente di grandezza 10, 15 volte superiore a quella del sole - che iniziano a subire una perdita della loro massa. Tali corpi sono talmente densi che nemmeno la luce (che viaggia molto velocemente) può evitare di venirne risucchiata. Tali corpi si definiscono "neri" in quanto - a differenza di molti corpi celesti - essi non emettono luce. Chiaramente, i buchi neri - oltre a risucchiare la luce con la propria forza gravitazionale - risucchiano anche la materia circostante.

La teoria più conosciuta riguardo la formazione dei buchi neri cita che essi vengono generati dall'esplosione di una stella (supernova). Tale esplosione causerebbe una collasso gravitazionale verso il suo interno e, quindi, l'addensamento d'energia e materia darebbe origine al buco nero.

Perché l'esistenza dei buchi neri viene solitamente legata all'ipotesi del tempo?

In quanto gli studiosi ipotizzano che la distanza e la vicinanza di oggetti dal buco nero ne determinerebbero una diversa percezione del tempo da parte di un osservatore.

Quanto più ci si avvicina al buco nero, tanto più sarà maggiore il rallentamento del tempo; quanto più ci si allontana dal buco nero, tanto più sarà veloce lo scorrere del tempo che - chiaramente - potrà essere visibile agli occhi di un osservatore constatando i movimenti di un astronauta vicino o lontano dal buco nero.

Quindi, la vicinanza al buco nero farebbe sì che il tempo si scandisca più lentamente. A una vicinanza ancora maggiore, si ipotizza addirittura che il tempo smetta di scorrere.

 

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