Marina Dionisi scrittrice e studiosa del Paranormale

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Marina Dionisi

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Energia e Paranormale

Cos’è l’energia? Tutti ne parliamo, tutti la “sentiamo” e la “avvertiamo”… ma sappiamo veramente cosa sia?

Abbiamo la netta impressione che questo termine sia terribilmente inflazionato, ma che ben poche persone sappiano veramente di cosa stanno parlando.

Per parlare, dunque, di energia, dobbiamo accostarci alla cultura orientale. Già cinquemila anni prima di Cristo i Cinesi parlavano di due forme di energia: una  proveniente dal cosmo - il prana - e l’altra emanata dalla terra.

Secondo l'antico pensiero cinese l’Universo è simile ad un tessuto infinito che si svolge nel tempo e nello spazio. È un grande fiume in fluire nel quale gli esseri viventi e tutte le cose passano e scorrono, in un incessante movimento,  dalla vita alla morte e dall’essere al non essere in un’ineluttabile alternanza senza fine.

È un principio indifferenziato che comprende, contiene, compenetra contemporaneamente tutti i fenomeni; è un’armonia regolatrice che possiede in se stessa l’essenza del movimento, della trasformazione e della vita.

Questo principio di tutte le cose animate ed inanimate, questa energia primaria prende il nome di “TAO” e prende forma manifestandosi - e generando - un modello polare: il cielo e la terra… ma attenzione! Non bipolare, in quanto il principio è unico.

Dall’unione, dall’incontro di queste due energie (Cielo - Yang e Terra - Yin), dall’unione delle energie cosmiche con le energie nutritive terrestri appare sulla terra l’Uomo: essere altamente evoluto che allo stesso tempo è parte costituente e mediatore del principio binario Yang - Yin. 

L’uomo, inoltre, poggiando i piedi sulla terra ed allo stesso tempo avendo il capo rivolto al cosmo non solo è un mediatore, ma rappresenta e racchiude nel proprio corpo il principio del quale diviene il principale punto di unione e di riferimento. Nasce, in questo modo, il principio ternario cielo - uomo - terra.

L’uomo, in quanto dipendente in maniera inscindibile dall’ambiente che lo circonda, per la propria sopravvivenza deve riflettere e condividere fedelmente i ritmi della natura e i ritmi di tutti gli altri esseri viventi.

In questa maniera, è in stato di veglia durante il giorno (attivo) mentre dorme e riposa (passivo) durante la notte; lavora i campi nella stagione calda e riposa in inverno sintonizzando il suo comportamento con i ritmi della natura che lo circonda.

Nel tempo questi cicli sono divenuti oggetto di studio o base per credenze religiose presso alcuni popoli.

L’osservazione della vita contadina ha suggerito ai Cinesi l’idea che i naturali cicli dell’ambiente che ci circonda - il macrocosmo - si ripetano nell’organismo dell’uomo e che, quindi, possa essere ritenuto un microcosmo: un piccolo universo in miniatura somigliante e simile in tutto e per tutto all’Universo infinito.

Tutti i ritmi del cosmo - e quindi dell’uomo che li riflette - hanno una pulsazione che si può suddividere in quattro parti: le quattro stagioni dell’anno, ad esempio, si possono suddividere nelle quattro parti del giorno quali la primavera al mattino, l’estate al mezzogiorno, l’autunno alla sera e l’inverno alla notte.

Mettendo da parte, per un istante, i tempi intermedi (e quindi di passaggio)  di primavera - mattino e di autunno - sera, possiamo trovarci dinanzi a un tempo binario: un’alternanza tra giorno e notte, estate e inverno; si viene dunque a creare un generale ritmo cadenzato di “azione - riposo” al quale, così come tutti gli altri esseri viventi, ubbidisce anche l’uomo.

E nell’uomo stesso - meraviglioso microcosmo - ritroviamo gli stessi ritmi cadenzati e armonici quali il ciclo respiratorio (inspirazione ed espirazione), il ciclo cardiaco (sistole e diastole) e le fasi di riempimento e svuotamento di vari organi (intestini e reni). Anche la più piccola cellula riflette, nel proprio metabolismo, questo ritmo (anabolismo e catabolismo).

Per riuscire a dare un’immagine a questa dualità, a questa alternanza, la filosofia cinese ha elaborato il “sistema yin - yang”. Sono termini abbastanza generici che simbolizzano rispettivamente l’inerzia (yin) e l’azione (yang).

Lo “yin - yang” rappresenta i due lati opposti e complementari di ogni cosa esistente nell’Universo. In questo modo, si possono attribuire a questo binomio moltissime qualità.

Mentre lo yang è l’essenza dell’estate, del giorno, della luce, del calore, dell’esteriorità e dell’uomo, lo yin rappresenta l’essenza dell’inverno, della notte,  dell’oscurità, del freddo,  dell’interiorità e delle donne.

A questo punto, possiamo affermare che yin e yang sono l’espressione della polarità di due forze contrarie: la forza centrifuga, attiva ed espansiva (yang) e la forza centripeta, passiva e di contrazione (yin).

Nel cosmo queste due forze si manifestano secondo un ritmo regolare, cadenzato e successivo che va dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.

Quando yin e yang si succedono come principi opposti ed alternati, rappresentano un dinamismo binario.

Quando sono entrambi presenti con la mediazione di un termine intermedio - l'uomo - si crea una struttura ternaria.

Ma perché l’uomo vibra in risonanza con il cosmo?

Perché l'uomo è un insieme d'energia. L'uomo è il risultato di un insieme di canali energetici e di centri energetici che vibrano in sintonia con tutto ciò che li circonda come la luce, i colori, i suoni, l'Universo.

Perché l'uomo - come parte integrante dell'Universo - attinge a quell'immenso oceano di Energia cosmica divenendo egli stesso mediatore e protagonista di quello scambio energetico eterno e immutabile che è all'origine della vita.

 

 

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Bibliografia di riferimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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