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Qui di seguito, alcuni brani de "Il dono di Rebecca" per apprezzarne lo stile, la scrittura e la delicata sintesi tra le immagini e le percezioni: un romanzo da apprezzare con la vista per immaginare, con l'olfatto per percepire i profumi e gli odori, con l'udito per lasciarsi trasportare dalla dolce armonia delle parole.
- Cap 1 ... "Tutti dicevano che ero una bella morettina, con quegli occhi grandi e neri come due carboni, le sopracciglia ben disegnate e le labbra perfette: dicevano che sembravo un’araba e che avevo lo sguardo inquietante. Ma cosa volevano dire? Mi guardavo allo specchio per capire…”
- Cap 3 ... "Quale bambino stava inviando quei fini messaggi, quella disperata richiesta di aiuto? I miei occhi correvano veloci da un lettino all’altro, ero tutta protesa e ricettiva verso quegli esserini. Fui attratta da un lettino con un fiocco celeste…”
- Cap 5 ..."Ero troppo intenta a studiarla per sentire quello che si dicevano: intuivo che doveva esserci stata una vecchia amicizia che ora li univa. Forse - mi dissi - saranno stati compagni di scuola! Il suo viso sfiorava il mio e avvertivo in lei una sorta di affetto quasi materno nei miei confronti. Sentivo il suo respiro calmo e il suo alito che profumava di confetto. La osservai timidamente: nonostante…”
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