Dove farò la prossima vacanza?

Era una domanda che mi ponevo da tempo e allora questa estate ho deciso di scegliere una delle mete che non sono da “turismo di massa”, cioè qualcosa di ricercato che mi riportasse alle radici della vecchia Europa mediorientale: Durazzo.

Sono partito in solitaria da una bella città di frontiera ho prenotato uno dei vari traghetti da Trieste a Durazzo e sono partita.
Ho preso la cabina per la durata abbastanza lunga del viaggio (circa 24 ore), per cui è come se avessi fatto una mini-crocera sull’Adriatico, in una struttura galleggiante molto pulita e con ottimi servizi.
Lo sbarco a Durazzo, città di cui avevo solo sentito parlare, mi ha lasciato molto sorpreso perché mi sono ritrovato davanti a palazzi di almeno 20 piani e una città moderna e in buona parte occidentalizzata.


La gente è molto socievole e si capisce fin da subito che ama profondamente il suo paese e ne è molto orgogliosa, anche se ha un legame molto stretto con l’Italia. Non ho avuto problemi infatti con la mia lingua madre, che parlano più o meno tutti.
Tra i luoghi da visitare a Durazzo ho preparato una sorta di itinerario che mi sono riservato di cambiare in base ai suggerimenti della gente locale.
Ho avuto il piacere di visitare il più grande anfiteatro di epoca romana dei Balcani, che si trova proprio nel centro della città, contornato da palazzi e case di recente costruzione. Risale al II sec. ed è lungo 136 m. E’ molto grande perché progettato per contenere circa 20 mila spettatori, ma è ancora in buona parte coperto dalla terra e risulta molto affascinante il contrasto con il paesaggio. Fu scoperto per caso solo nel 1966 mentre si scavava per le fondamenta di una casa.
Il simbolo di Durazzo che ho avuto il piacere di apprezzare è il castello o Rocca risalente al 518 d.C. e più volte rimaneggiato.
E’ costruito su un promontorio roccioso dal quale si gode una ampia vista su tutta la costa. Si è conservata buona parte della costruzione ma rimane poco delle 3 possenti fila di mura di cinta. Interessante anche il museo Archeologico della città.
Le spiagge di Durazzo hanno qualcosa di affascinante per la loro estensione a perdita d’occhio e per il fatto che si trovano spesso libere, o al massimo con qualche ombrellone e sdraio, dove crogiolarsi nel relax assoluto.
Si mangia bene, soprattutto carne e birra e i ristonati non sono cari (circa 18 euro). La sistemazione in hotel è stata discreta e l’accoglienza elegante nella sua semplicità.
Consiglio Durazzo come meta per osservare da vicino i suoi grandi cambiamenti e quella deliziosa atmosfera sospesa tra Oriente e Occidente, che fa capire quanto siamo stati fortunati a non essere colpiti da un conflitto intestino, come è successo all’Albania in dittatura.
Oggi comunque è un paese in piena rinascita che attrae investimenti esteri e brulica di gente.