Emozioni: quanto costa non saperle gestire

Non è molto comune sentire parlare di “analfabetismo emozionale”.

Di solito, questa prima parola, viene spesso accostata al mondo culturale, digitale, sociale. Ma l’analfabetismo emozionale è importante esattamente come tutte le precedenti.

Nel mondo, infatti, ci si preoccupa ad insegnare le buone maniere, a saper scrivere, a saper leggere, ma non di certo a gestire le emozioni. Questa mancanza d’insegnamento, infatti, si rivede in tutti gli episodi di violenza perpetrati in maniera ricorrente in tutti i paesi del mondo e soprattutto negli Stati Uniti.

Andando oltre le statistiche ei numeri, che portano a riflettere, effettivamente sull’importanza di queste tematiche, i problemi della mancata gestione sapiente delle emozioni, si vede negli individui, in maniera più subdola ed implicita nel mondo e nella società odierna. E-commerce Growth, la rivista, affronta tante tematiche di questo tipo che possono fornire consigli.

C’è, infatti, una netta visibilità di alcuni comportamenti che sono reiterati a causa di questa scarsa informazione emozionale.

Fra questi problemi abbiamo: chiusura in se stessi, che comporta una preferenza a restare soli, essere infelici e dipendere in maniera eccessiva dagli altri, incapacità di debellare un pallino fisso, aggressività. Questo rappresenta il malessere della società odierna, che può essere cambiato se si conosce pienamente l’intelligenza emotiva.

Cosa comporta

Questa mancanza d’informazioni, comporta un problema che non è del singolo, bensì universale che affligge tutti, indipendentemente dalla razza, dal reddito e dal tuo genere. 

Ogni relazione, comporta dei segni di instabilità ed insicurezza che con la conoscenza possono essere affrontati. La gestione dei propri sentimenti grazie ad una cultura approfondita della materia, comporta un evitamento del rischio di estraniazione. Queste problematiche sono derivate molto anche a causa dell’individualismo, sempre più diffuso nella società odierna.

Argomenti così complessi richiederebbero figure come professori ed insegnanti che andassero ad approfondire lo strato emozionale di tutti i bambini, ragazzi e gli adulti. 

I corsi di analfabetizzazione emozionale, si realizzano dagli anni sessanta. Nati da percorsi sociali e scolastici che miravano semplicemente a migliorare la condotta morale e a evitare le dipendenze. Bisognerebbe riprendere corsi di questo tipo e riadattarli per la gestione delle nostre emozioni e della propria scoperta del sé, dello sviluppo del bambino a controllare gli impulsi, a saper spiegare i propri sentimenti  e a risolvere i propri conflitti emozionali. Impostazione che si può traslare anche in altre realtà e contesti, per poter dare alle persone gli strumenti giusti per la gestione dei sentimenti sia positivi che negativi.